Il Duomo di Treviso, o Cattedrale di San Pietro Apostolo è il principale luogo di culto a Treviso e la sede
della diocesi locale. È uno dei punti di riferimento della città e vanta una ricchezza storico-artistica
apprezzata in tutta Italia.
La costruzione si trova nel complesso di Piazza Duomo, chiamata da Giovanni Comisso, uno scrittore trevigiano,
il “piccolo Vaticano” proprio perché qui si concentrano la maggior parte degli edifici religiosi della città:
si trovano la Chiesa, o Battistero, di San Giovanni Battista, le Canoniche, attualmente sede del Museo
Diocesano di Arte Sacra, la Biblioteca Capitolina e la Cattedrale di San Pietro Apostolo.
Il duomo richiama visivamente a primo impatto gli antichi templi greci e romani e la sua storia si divide in 4
fasi: paleocristiana, romanica, rinascimentale e neoclassica.
L’attuale duomo sorge sulle fondamenta di un tempio paleocristiano, risalente probabilmente al VI secolo, di
cui ci sono ancora tracce in via delle Canoniche.
La storia più antica che la cattedrale può ancora raccontare è nella cripta, sotto al duomo, dove ci sono le
tombe dei vescovi della città.
Tra l’XI e il XII secolo il Vescovo Rotario chiese una modifica, in stile romanico. All’età romanica risale
anche l’antico portale, ritrovato nella corte delle Canoniche Vecchie, che si può ancora ammirare,
ristrutturato nel 2005.
La cattedrale venne ristrutturata tra il 1400 e il 1500, quando si aggiunse un avanportico con volte a
crociera a sostituire un portico con leoni stilofori.
Nella navata destra c’è la cappella dell’Annunziata o del Malchiostro, commissionata da Broccardo Malchiostro
(segretario del vescovo Bernardo de Rossi), risalente al 1520. Il progetto era di Tullio e Antonio Lombardo:
una struttura rinascimentale che venne poi affrescata da Pordenone, che si occupò delle pareti della cupola e
dell’Adorazione dei Magi, e da Tiziano, che creò la Pala dell’Annunziata.
La chiesa venne ricostruita un'ulteriore volta tra il 1760 e il 1782 in stile neoclassico, secondo un progetto
di Giordano Riccati, Andrea Memmo e Giannantonio Selva.
Nel XVI secolo si costruì la cappella del Santissimo Sacramento, nella navata sinistra, dove si trova anche la
tomba del vescovo Niccolò Franco.
Nel 1836 viene costruita la facciata attuale seguendo il progetto di Francesco Bomben e Gaspare Petrovich
(ingegnere comunale).
Tra il 1930 e il 1935 si liberano finalmente le cupole dalle strutture murarie e di copertura in legno e
tegole, rivestendole di lastre di rame con lanterne terminali come si ammirano oggi.
In occasione del Giubileo del 2000 vennero riorganizzati gli ambienti presbiterali, costruendo un nuovo grande
organo, costruito dalle ditte Kuhn e Hradetzky.